Che cos’è il DURC e a cosa serve?

Il DURC è il Documento Unico di Regolarità Contributiva: un certificato che attesta che un’impresa o un lavoratore autonomo ha versato correttamente contributi e premi a INPS, INAIL e, per l’edilizia, alla Cassa Edile. Serve per lavorare con la Pubblica Amministrazione, ottenere agevolazioni e accedere ai bonus edilizi.

In sintesi, il DURC certifica quattro cose:

  • che l’impresa è iscritta agli enti previdenziali e assicurativi obbligatori;
  • che ha versato i contributi dovuti per i propri dipendenti;
  • che non ha debiti contributivi scaduti e non sanati;
  • che la sua posizione è regolare alla data indicata sul documento.

Che cosa significa la sigla DURC?

DURC è l’acronimo di Documento Unico di Regolarità Contributiva. È “unico” perché sostituisce le singole certificazioni che un tempo andavano richieste separatamente a ciascun ente: con una sola verifica si ottiene la posizione complessiva dell’impresa presso INPS, INAIL e Casse Edili.

A cosa serve il DURC?

Il DURC serve a dimostrare che un’impresa è in regola con i versamenti contributivi. Senza un DURC regolare l’impresa non può incassare pagamenti dalla Pubblica Amministrazione, non può partecipare a gare d’appalto e non consente al committente di ottenere le detrazioni fiscali sui lavori edilizi.

I casi più frequenti in cui viene richiesto sono:

  • appalti pubblici: per partecipare alle gare, firmare il contratto e ricevere i pagamenti;
  • lavori privati in edilizia: per l’inizio attività e per la fruizione delle detrazioni fiscali;
  • bonus edilizi e superbonus: le imprese devono risultare regolari perché il committente mantenga il beneficio;
  • agevolazioni e sgravi contributivi: qualsiasi beneficio normativo o contributivo richiede regolarità;
  • attestazione SOA e iscrizione ad albi: la regolarità è requisito di accesso;
  • erogazione di finanziamenti e contributi pubblici.

Chi deve avere il DURC?

Devono essere in regola con il DURC tutte le imprese e i lavoratori autonomi che hanno obblighi contributivi verso INPS e INAIL. L’obbligo riguarda sia le società con dipendenti sia le ditte individuali e gli artigiani iscritti alla gestione previdenziale di competenza.

Nello specifico:

  • imprese con dipendenti o collaboratori;
  • ditte individuali e artigiani iscritti a INPS e INAIL;
  • imprese edili iscritte alla Cassa Edile territoriale;
  • professionisti e autonomi che partecipano ad appalti pubblici;
  • consorzi e società cooperative.

Chi rilascia il DURC e quanto costa?

Il DURC viene rilasciato in modalità telematica da INPS e INAIL attraverso il servizio “Durc On Line”, con il concorso delle Casse Edili per il settore delle costruzioni. Il documento è gratuito: non sono previsti costi di emissione né bolli.

La verifica si effettua inserendo il codice fiscale dell’impresa nel portale. Se la posizione risulta regolare, il sistema genera un PDF con validità nazionale, utilizzabile da chiunque ne abbia titolo per tutto il periodo di validità.

Quanto dura il DURC?

Il DURC ha una validità di 120 giorni dalla data della richiesta. Entro questo periodo il documento è valido per qualsiasi finalità e non deve essere richiesto nuovamente: una nuova interrogazione sullo stesso codice fiscale restituisce il documento già in corso di validità.

Una volta scaduti i 120 giorni, occorre una nuova verifica. Attenzione: il DURC fotografa la situazione al momento della richiesta, quindi un’impresa può diventare irregolare anche prima della scadenza formale del documento.

Come si richiede il DURC?

Il DURC si richiede online dal portale INPS o INAIL accedendo con SPID, CIE o CNS. La procedura è immediata e non richiede la compilazione di moduli cartacei.

I passaggi sono questi:

  1. accedere al servizio “Durc On Line” dal sito INPS o INAIL;
  2. inserire il codice fiscale del soggetto da verificare;
  3. avviare l’interrogazione;
  4. se la posizione è regolare, scaricare il PDF generato dal sistema;
  5. se emergono irregolarità, attendere l’invito a regolarizzare.

Cosa succede se il DURC risulta irregolare?

Se dalla verifica emergono debiti contributivi, gli enti inviano un invito a regolarizzare e l’impresa ha 15 giorni di tempo per sanare la propria posizione. Solo se il termine decorre senza pagamento il sistema emette un documento di irregolarità.

Va segnalato che non ogni scostamento produce un DURC negativo: le differenze complessive fino a 150 euro, comprensive di interessi di mora, sono considerate non gravi e non impediscono il rilascio di un documento regolare.

Chi può richiedere il DURC di un’altra impresa?

Possono effettuare la verifica i soggetti indicati dalla normativa: pubbliche amministrazioni, stazioni appaltanti, organismi di attestazione SOA, banche e intermediari finanziari, oltre all’impresa stessa. Il privato cittadino non può interrogare direttamente il portale.

Chi affida lavori a un’impresa, quindi, deve chiedere copia del DURC direttamente all’impresa e verificarne la data di emissione e la validità residua. È il motivo per cui molti committenti preferiscono rivolgersi a elenchi di imprese la cui regolarità è già stata controllata.

DURC e DURC di congruità sono la stessa cosa?

No. Il DURC ordinario attesta la regolarità contributiva dell’impresa; il DURC di congruità verifica invece che l’incidenza della manodopera su uno specifico cantiere edile sia coerente con il valore dell’opera. Sono documenti distinti, con finalità e soggetti emittenti diversi.

Le differenze principali sono queste:

  • il DURC ordinario riguarda la posizione contributiva dell’impresa, il DURC di congruità riguarda la manodopera impiegata in un singolo cantiere;
  • il DURC ordinario è emesso da INPS e INAIL, il DURC di congruità dalla Cassa Edile tramite CNCE;
  • il DURC ordinario vale per tutti i settori, il DURC di congruità solo per l’edilizia;
  • il DURC ordinario fa riferimento all’impresa, il DURC di congruità alla singola opera.

Cosa rischia chi affida lavori a un’impresa senza DURC?

Il committente che si affida a un’impresa non in regola rischia la responsabilità solidale per i contributi non versati ai lavoratori impiegati nell’appalto e, nei lavori edilizi, la perdita delle detrazioni fiscali collegate all’intervento.

I rischi concreti sono tre:

  • economici: obbligo di rispondere in solido di contributi e retribuzioni non corrisposti dall’impresa appaltatrice;
  • fiscali: decadenza dai bonus edilizi, con recupero delle somme già detratte;
  • operativi: sospensione dei lavori e blocco dei pagamenti in caso di controllo.

Regolarità contributiva di un’impresa

Il DURC è il documento che certifica la regolarità contributiva di un’impresa verso INPS, INAIL e Casse Edili. Ha validità di 120 giorni, è gratuito, si ottiene online e rappresenta una condizione necessaria per lavorare con la Pubblica Amministrazione, accedere alle agevolazioni e garantire al committente le detrazioni fiscali sui lavori.

Verificare il DURC prima di affidare un incarico non è una formalità burocratica: è la tutela più semplice ed efficace contro rischi economici e fiscali che ricadono direttamente su chi commissiona i lavori.